COME FUNZIONA L’UFFICIO STAMPA: DAL LAVORO CON LE REDAZIONI AL VALORE DELLE DIGITAL PR

In trent’anni di ufficio stampa ho visto cambiare tutto: le redazioni si sono rimpicciolite o addirittura sparite del tutto, i ritmi sono diventati frenetici e la tecnologia ha preso il sopravvento su quasi ogni passaggio operativo. Una cosa però è rimasta identica: l’equivoco su come funziona davvero il lavoro di Ufficio Stampa.

La discrepanza tra il percepito attuale e la sostanza delle PR sta nel confondere i suoi strumenti operativi o meglio a identificarli come unico parametro di identità. 

Si confonde cioè l’ufficio stampa con i tool che si usano per fare gli invii. Si guarda al software, alla lista di contatti, alla velocità nel raggiungere più persone possibili. Ma la spedizione è solo il passaggio finale di un lavoro lungo che si gioca interamente prima, dietro le quinte.

Fare PR significa conoscere la geografia dei giornali e le abitudini di chi ci lavora. Significa sapere che un desk di una testata online ha esigenze opposte rispetto alla redazione di un mensile, che i tempi di chiusura vanno rispettati e che ogni giornalista ha un suo modo di lavorare. C’è un galateo fatto di misura e di rispetto per il lavoro altrui: sapere quando ha senso fare una telefonata, come impostare una proposta senza risultare invadenti e soprattutto capire quando non è il caso di insistere perché la notizia non c’è.

Poi c’è il tema della durata. I contenuti sui social durano poche ore e spariscono nel flusso. Un articolo redazionale invece lavora in modo completamente diverso. Se esce su una testata digitale entra negli archivi della rete, viene indicizzato dai motori di ricerca e continua a farsi trovare da chi cerca informazioni su quel tema anche dopo anni. Diventa una prova di credibilità che resta nel tempo.

La differenza tra usare un software per mandare messaggi e fare questo mestiere con un approccio artigianale sta tutta qui: nell’abilità di  muoversi nel settore e conoscere il mondo dell’informazione, di pesare i fatti e di costruire una presenza autorevole che non scade il giorno dopo.

E per arrivare a questo punto servono inevitabilmente studi, formazione, esperienza e conoscenza delle dinamiche degli attori.

Monia Zarba Pr
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